Bianchi (Senaf): imprenditori sempre più soddisfatti, oltre 6 su 10 ampiamente appagati dall’andamento aziendale attuale. Fatturati 2015 in crescita per un’azienda su due. Quasi 5 su 10 hanno assunto nuovi addetti. Fiducia per il 2016: fatturati in aumento per oltre la metà degli imprenditori 

Imprenditori della meccanica e della subfornitura sempre più soddisfatti dell’andamento delle loro aziende. È ben il 63,5% a dirsi ampiamente contento delle performance raggiunte, forte di fatturati e livelli occupazionali in crescita, un portfolio ordini adeguato alle esigenze aziendali e una buona liquidità: questo il quadro fotografato dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf in occasione di Mecspe, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 17-19 marzo 2016), che con 1.200 espositori presenti nei 10 saloni tematici, 14 unità dimostrative, 6 piazze d’eccellenza e 72 momenti di approfondimento sarà l’occasione per trovare soluzioni e processi che ottimizzino la propria produzione e incontrare partner con cui sviluppare concrete occasioni di business.
“Guardando ai risultati dell’Osservatorio, si vede come, negli ultimi due anni, siano sempre più gli imprenditori che, da moderatamente appagati dalle performance delle loro aziende, si dicono invece ampiamente soddisfatti – commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Se il 2013 era stato un anno di grandi soddisfazioni per il 51,3% e il 2014 per il 51,5%, a fine 2015 è ben il 63,5% a dirsi ampiamente contento dei risultati ottenuti: un +12% che non lascia dubbi sul clima di ritrovato ottimismo che anima il comparto e che siamo sicuri di ritrovare a marzo, tra le aziende che parteciperanno a Mecspe”.

L’Osservatorio Mecspe conferma il trend positivo delle passate rilevazioni. Rispetto a quelli registrati nel 2014, i fatturati sono in crescita per il 50,7% delle aziende e stabili per il 36,7%; dal punto di vista dell’occupazione il 47,4% ha assunto nuovo personale mentre il 43,4% non ha avuto variazioni; gli ordinativi sono adeguati alle esigenze finanziarie (69,7%) e la liquidità è buona per ben il 48,4% (+13,4% rispetto allo scorso anno). “I dati emersi dall’Osservatorio Mecspe danno una fotografia dettagliata dell’industria meccanica italiana, partendo dal punto di vista degli imprenditori. Gli indici dimostrano una consistente fiducia, non solo nelle proprie performance, ma anche nell’andamento del mercato. Un’ottima notizia per l’intero Paese.” sottolinea Enrico Gallorini, Partner di GRS Ricerca & Strategia, la società che ha condotto l’indagine.

 

Un clima di ripresa che fa guardare con ottimismo all’anno appena iniziato: oltre la metà degli imprenditori prospetta di chiudere il 2016 con fatturati in crescita (53,2%), mentre il 38,4% di mantenerli stabili; ben il 32,6% prevede di assumere (+17,8% rispetto alle prospettive per il 2015) mentre solo il 3,2% di ridurre il proprio organico. Fiducia anche nel buon andamento del mercato in cui operano, con solo il 7,3% di aziende che, nei prossimi tre anni, teme una flessione.

“Ci troviamo di fronte a un mercato che è tornato a correre e lo fa puntando sui solidi mercati dell’Europa Centro-Occidentale, scelti da quasi 8 aziende su 10, e su quelli in forte espansione dell’Europa dell’Est che attirano oltre un terzo delle nostre imprese, mostrando di non temere i competitor internazionali e investendo in R&D – prosegue Emilio Bianchi – 3 imprenditori su 10 sono disposti a investire oltre l’11% del proprio fatturato per migliorare la propria produzione. Lo scorso anno era solo 1 su 10 a osare tanto”.

 

Investire in R&D porta maggiori successi aziendali in termini di fatturati, ordinativi e soddisfazione: il 48,9% di chi investe in R&D ha visto crescere il proprio fatturato rispetto al 2014; il 71,4% ha un portfolio ordini adeguato e ben il 61,7% si dice ampiamente soddisfatto delle performance della propria azienda.

Sul fronte delle innovazioni che stanno caratterizzando il comparto, c’è la sfida dell’informatizzazione, interconnessione e automazione dei processi produttivi per la trasformazione delle aziende in ‘fabbriche intelligenti’. Una sfida che vede il nostro Paese sulla buona strada per colmare il gap con altri Paesi che hanno intrapreso questa via da più tempo: ben 8 imprenditori su 10 hanno un giudizio positivo sull’Italia. “L’Osservatorio Mecspe rivela che la strada verso un’industria 4.0 è ancora lunga, ma che stiamo andando nella giusta direzione: 2 imprenditori su 10 promuovono a pieni voti il nostro Paese e 6 su 10 giudicano comunque sufficiente il grado d’informatizzazione attuale. Una spinta verso un manifatturiero 4.0 potrà venire dagli stessi imprenditori della meccanica e della subfornitura: se il 46,4% si vede già alla guida di una ‘fabbrica intelligente’, il 43,6% ammette che ci sono ancora molti sforzi da fare. – spiega Emilio Bianchi – Da tre anni, ben prima degli interventi dell’Unione Europea, Mecspe con il progetto Fabbrica Digitale, oltre l’automazione©, mostra alle aziende i vantaggi competitivi di questo modello produttivo e continuerà a farlo. Il nostro obiettivo è quello di offrire al manifatturiero italiano un aiuto concreto in questo percorso che lo porterà verso un paradigma di produzione 4.0”

 

Sintesi
Dati economici – Nel 2015 fatturato in crescita per 5 imprese su 10, occupazione in crescita, liquidità buona e portfolio adeguato. Andamento ampiamente soddisfacente per oltre sei imprese su dieci e certezza sulla crescita del mercato nei prossimi tre anni.

 

L’andamento aziendale attuale risulta complessivamente soddisfacente per le imprese del comparto della meccanica e della subfornitura, con il 63,5% degli imprenditori che parla di performance aziendale molto positiva, il 30,8% che si dice mediamente appagato e solo il 5,7% è contrariato.
Soddisfazione che si può in parte spiegare guardando, in prima battuta, all’andamento del 2015 e alle previsioni per l’anno in corso.

Rispetto al 2014, infatti, il 50,7% delle aziende ha registrato una crescita del proprio fatturato, mentre il 36,7% dichiara stabilità e il 12,6% un calo. Sul fronte occupazione, il numero di addetti è aumentato per il 47,4% mentre si è mantenuto complessivamente stabile per il 43,4%; solo un 9,2% ha dovuto ridurre il personale. Il portfolio ordini è giudicato “adeguato” ai propri livelli di sostenibilità finanziaria dal 69,7% delle imprese, contro un 30,3% per cui è insufficiente. Segnali positivi per quanto riguarda la liquidità che è ritenuta buona per quasi cinque imprenditori su dieci (48,4% vs 35% del 2014) e sufficiente per oltre quattro imprenditori su dieci (44,7% vs 51,6%).

 

Per quanto riguarda le previsioni per il 2016, sul fronte dei fatturati il 53,2% si aspetta una crescita del fatturato, il 38,4% stabilità, mentre solo l’8,4% prospetta un calo; mentre su quello dell’occupazione, se il 64,2% dichiara di voler mantenere stabile il numero di addetti, il 32,6% prospetta incrementi e solo un 3,2% prevede cali.

Non ci sono dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3 anni, solo il 7,3% si aspetta una contrazione del mercato contro un 48,1% apertamente convinto del suo sviluppo e un 44,7% che crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all’andamento attuale.

 

Export
8 aziende su 10 esportano i propri prodotti e servizi. L’Europa Centro-Occidentale principale mercato di sbocco

 

Sul fronte dell’export, 8 aziende su 10 (81,2%) dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile. Il 35,6% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, il 13,9% “dall’11% al 25%”, il 12,9% “dal 26% al 45%”, il 13,4% “dal 46% al 70%” e il 5,4% “oltre il 70%”.

Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (78,7%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (34,8%) e del Nord America (23,2%). Circa il 21,3% esporta in Asia, mentre il Sud America è un mercato per il 17,7%, il Medio Oriente per il 14%, la Russia per il 10,4%, l’Africa Settentrionale per l’8,5%, l’Oceania per il 4,9% e l’Africa Meridionale per il 2,4%.

 
Freni alle imprese – Burocrazia, costo della forza lavoro, aspetti fiscali, concorrenza del mercato e tempi della giustizia preoccupano maggiormente. Accesso al credito continua a preoccupare, ma è complessivamente soddisfacente per oltre 8 aziende su 10.

A ostacolare la normale attività e a preoccupare gli imprenditori al primo posto è indicata la “Burocrazia” (dall’88,5%), seguita dal “Costo della Forza Lavoro” (85,1%), dagli “Aspetti Fiscali” (84,5%), dalla “Concorrenza del mercato” (82,7%) e dai “Tempi della giustizia” (77,2%).

 

Seppur sia un imprenditore su due a indicare come elemento di criticità per l’attività aziendale l’ “Accesso al credito” (52,4%), l’85% delle imprese giudica complessivamente soddisfacente l’attuale rapporto con le banche: per oltre un terzo (38,5% ) l’accesso al credito è in miglioramento.

Non sembrano preoccupare l’ “Evoluzione rapida del settore” indicata come elemento di criticità dal 40% delle imprese e la “Contraffazione e la tutela della proprietà industriale” (36,7%).

 

Osservatorio-MECSPE

Il comparto manifatturiero italiano sta uscendo dal periodo congiunturale negativo. Secondo l’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf in vista della fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 17-19 marzo 2016), un forte impulso verrà dalle imprese della meccanica e della subfornitura che mostrano segnali di ritrovata vitalità e guardano con estrema positività al futuro.

In particolare, sono le aziende che investono in innovazione ad avere le migliori performance con un aumento di fatturati e una soddisfazione crescente. Nei primi sei mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2014, si conferma, infatti, il trend positivo previsto nella rilevazione di fine 2014, con una crescita dei fatturati (per il 47% delle aziende), ordinativi adeguati alle esigenze finanziarie (70,8%) e una liquidità complessivamente soddisfacente (92,9%).

“L’Osservatorio Mecspe conferma i segnali di ripresa registrati nelle scorse settimane.”, commenta Emilio Bianchi, direttore di Senaf, “Ci troviamo di fronte a un mercato che comincia a correre e lo fa su un export a km zero. Le imprese della meccanica hanno capito alla perfezione che, beneficiare della ripresa economica, vuole anche dire prendere la via dell’internazionalizzazione, possibilmente approfittando dei mercati vicini e più stabili”.

Questa situazione di crescita si traduce per oltre 6 imprenditori su 10 in un alto grado di soddisfazione (64,1%) per l’andamento aziendale.

“Gli indici dimostrano una consistente fiducia, non solo nelle proprie performance, ma anche nell’andamento del mercato. Un’ottima notizia per l’intero Paese.” sottolinea Enrico Gallorini, partner diGRS Ricerca & Strategia, la società che ha condotto l’indagine.

Infatti, come emerge dall’Osservatorio, oltre la metà degli imprenditori (55,5%) si aspetta una crescita del mercato in cui operano nei prossimi 3 anni, un 10% in più rispetto a quanto si era registrato nello stesso periodo del 2014.

Guardando, invece, più nel breve periodo, quasi la metà degli imprenditori prevede, rispetto al secondo semestre dello scorso anno, di chiudere l’anno con fatturati in crescita (48,4%) mentre gli ordini già confermati per la seconda metà del 2015 sono stabili per il 49,3% e in crescita per il 36,9%.

Sul fronte dell’occupazione, nel primo semestre 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, se il 58,5% delle imprese non ha variato il proprio numero dipendenti, è ben il 37,4% ad aver invece assunto nuovo personale. Stesso scenario per la seconda metà del 2015, con il 64% che prevede di mantenere stabile il numero di addetti e un 30,8% che intende aumentarlo.

Se il Jobs Act sostiene le imprese nelle assunzioni, la burocrazia rimane invece il primo elemento di criticità per gli imprenditori (86,6%), seguito dal costo del lavoro (81,4%) e dagli aspetti fiscali (81,2%). Non desta molta preoccupazione, invece, la rapida evoluzione del settore (47,1%), segnale di aziende in grado di assorbire i cambiamenti produttivi.

“Tra le nuove sfide che il mercato sta affrontando c’è, ad esempio, quella della produzione additiva, ovvero della prototipazione rapida e della stampa in 3D. Tecnologie innovative che trovano sei imprese su dieci informate e potenzialmente interessate ai vantaggi competitivi offerti”, conclude Bianchi.

FIZ Group proiettati verso il futuro

Questa settimana una news che ha attirato la nostra attenzione in ambito “settore meccanico”.

Industria meccanica e robotica, la scalata di Fiz

Partiamo da FIZ S.p.a. colosso delle forniture industriali in Italia con sede a Verona e fornitore di importanti aziende tra cui Gardaland e Luxottica. La notizia interessa l’amministrazione alle prese con l’acquisizione da parte di Olivo Zampieri del 100% delle quote azionarie acquistate dal socio Silvano Salce.

Adesso il Gruppo FIZ capitanato da Olivo Zampieri e i due figli ingegneri Michele e Matteo, annovera tra le controllate Tecnofluid di Conegliano, Arcotec s.r.l. a Mantova, FIR di Ravenna, FIA di Soave e FIT di Rovereto e FIZ Robotica.

Proprio quest’ultima è rivolta all’automazione dimostrando che la famiglia Zampieri punta al rinnovo e all’investimento e continua a credere al settore della meccanica in Italia.

Del resto con un fatturato di 32,6 milioni di euro del 2012 e una previsione di chiusura del 2013 con un +8% non si può che non essere entusiasti.

“Con il controllo totale del Gruppo e con la nascita della nuova società Robotica”, dice Zampieri, “le prospettive sono di un ulteriore miglioramento, con un +10% di fatturato nel 2014”. E spiega: “L’automatizzazione degli impianti migliora l’efficienza delle aziende e consente maggiore competitività; riguarda specialmente le industrie alimentari, conciarie, le acciaierie, quelle della carta, il settore delle giostre e del divertimento, molto fiorenti nel Veneto”.

Fonte: http://www.larena.it/stories/Economia/604947_il_gruppo_fiz_cresce_e_punta_sulla_robotica/?refresh_ce&scroll=600

L’assemblaggio o il montaggio meccanico è il processo più importante della fase di  post produzione di un prodotto. Tale importanza è evidenziata anche dall’incidenza sui costi del prodotto industriale che il montaggio comporta; fattore che si aggira intorno al 40% sui costi totali della produzione.

L’attuale tendenza delle moderne aziende comporta tra l’altro uno snellimento ed una maggior specializzazione; questo porta ad avere sempre più nuove realtà specializzate nell’assemblaggio, che terziarizzano ad altri la lavorazione meccanica.

Intorno ai primi anni ottanta si assiste chiaramente alle prime fasi di automazione anche in materia di montaggio, che raggiunge il suo apice con le prime realizzazioni di assemblaggi non presidiati ed automatizzati. Col tempo questi processi si sono sempre più concretizzati grazie anche allo studio di differenti e nuovi sistemi di assemblaggio particolarmente flessibili, che hanno portato le aziende ad utilizzare massicciamente robot e apparecchiature tecnologicamente avanzate per il pick and place.

Considerando la durata e le difficoltà della diverse operazioni, la dimensione dei pezzi da assemblare e le altre svariate esigenze di lavoro, in fase di montaggio è possibile avere a che fare con diverse tipologie e le più comuni sono:

 

  • A trasferimento non vincolato o a ritmo imposto. Essenzialmente si tratta di differenti stazioni di lavoro collegate da sistemi meccanizzati e che si alternano in successione con dei depositi interoperazionali chiamati anche polmoni. Questo sistema facilita i trasferimenti all’interno dei luoghi di lavoro, i quali avvengono solo a montaggio ultimato
  • A trasferimento fisso o ritmo imposto. Con questa tipologia, non esistono stazioni interoperazionali  ed il montaggio dei pezzi avviene con un movimento intermittente e con una distanza costante. I vari componenti non montati sono esclusi automaticamente da questa linea e completati in un secondo momento.
  • A trasferimento continuo. Qui, dei convogliatori a catena ospitano le stazioni citate in precedenza  e tutte le operazioni di montaggio avvengono in movimento.

Un’altra valida alternativa, è rappresentata dal montaggio ad isole o a celle. Questa tecnica migliora la gestione organizzativa ed il flusso dei vari componenti ed è particolarmente indicata per la produzione di tutti quei prodotti complessi e non ripetitivi. Ogni cella di montaggio si caratterizza per la presenza di diverse postazioni e gestisce in modo autonomo le operazioni più complesse, avviando set completi che comprendono tutti i dati ed i componenti per un corretto montaggio.

Oggi scegliere la giusta soluzione risulta spesso complicato e le aziende cercano di mediare tra la capacità unitaria di produzione e la necessaria flessibilità, garantendo sempre la qualità.

Appare sempre più importante riuscire a soddisfare le varie esigenze di montaggio ed assemblaggio; esternalizzare alcune delle fasi produttive, in un periodo per le aziende particolarmente complicato, costituisce un’ottima soluzione di riduzione dei costi e mantenimento di uno standard di qualità comunque elevato che consenta altresì di arrivare alla consegna del prodotto finito nei tempi prestabiliti.

Uno dei più tecnologicamente avanzati lavori di montaggio meccanico lo si è potuto apprezzare nei giorni scorsi, quando presso il Museo storico dell’Aeronautica Militare di Vigna del Mare, è stato esposto il biplano degli anni ‘30 ritrovato nel 2006 in Afghanistan, riportato agli antichi splendori da un grande lavoro di ri-montaggio.

Assemblaggio Meccanico di precisione. Cosa vuol dire?

Siamo un azienda che crede nell’innovazione e che va controcorrente anche quando decide di utilizzare strategie che altri ignorano. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di farci aiutare da alcuni giovani collaboratori per far conoscere meglio Global Mec nel Veneto, nella Lombardia e nell’Emilia Romagna.

Una delle prime sfide che ho lanciato a questi ragazzi e di posizionare al meglio il nostro sito e per farlo abbiamo deciso di creare delle pagine dedicate che raccontassero cosa facciamo e come lavoriamo.

È vero, abbiamo centinaia di foto, scattate in anni di duro lavoro, e sono anche d’accordo con chi dice che un immagine è meglio di 100 parole, ma non sempre si riesce a fare uno scatto da fotografo professionista e non sempre si riesce a spiegare ai nostri clienti in cosa consiste la nostra attività.

Per questo motivo, abbiamo in cantiere l’idea di preparare un portfolio lavori, così le aziende come la vostra possono rendersi conto di cosa siamo capaci.

Inoltre, progetto portfolio a parte, il motivo per il quale è importante scrivere è perché in questo settore non esiste una vera e propria documentazione. Mi spiego meglio, quando questi ragazzi mi chiedono “che cos’è la meccanica di precisione” mica gli posso dire controlla in internet o leggiti un libro.

Chi può spiegare cosa significa assemblaggio meccanico?

Concetti semplici direte voi che come me conoscete il settore da molti anni, ma banalizzando rischiamo di perdere moltissimi dettagli..

Banalmente assemblaggio meccanico significa semplicemente prendere diversi pezzi e montarli congiungendoli tra loro per ottenere uno specifico prodotto. Ma sappiamo bene che nella stragrande maggioranza dei casi, l’attività di assemblaggio meccanico  è molto spesso correlata alla meccanica di precisione. A sua volta la meccanica di precisione richiede la conoscenza e la consapevolezza di ciò che si sta facendo, esige capacità di valutazione e di utilizzo di strumentazioni quali il calibro, il corsoio e il micrometro la lettura del disegno tecnico e del disegno meccanico essere in grado di capire entità come la quotatura di saper fare una valutazione della rugosità di un oggetto.

So bene che per coloro che non sono del settore assemblaggio meccanico rappresenta l’idea di attaccare 2 o più oggetti assieme, perché se così non fosse, non continuerei a ricevere curriculum da pizzaioli, camerieri e ex rappresentanti di elettrodomestici.

Non ci si rende conto che in alcuni casi, l’assemblaggio meccanico richiede delle capacità e delle conoscenze specifiche.

In Italia si effettuano circa 100.000 ricerche su Google attinenti al lavoro nel campo della meccanica, assemblaggio meccanico, ingegneria meccanica etc..

Ogni giorno, tutte le aziende che si occupano di recruiting di personale nel campo della meccanica, creano nuovi annunci di lavoro per lo più falsi.

Il marketing invade quindi ogni aspetto della nostra vita non escluso quello dell’assemblaggio meccanico e della meccanica di precisione.

Spesso quindi annunci di lavoro inerenti a tornitori, saldatori, ingegneri meccanici sono creati al solo scopo di collezionare dati, o in altre parole di acquisire i dati delle persone inerenti a questo mondo al fine di rivendere servizi o proporre offerte di lavoro in un momento successivo.

Il mio consiglio per tutti coloro che stanno cercando è quindi quello di essere intraprendenti. Cercate lavoro in maniera attiva senza limitarvi a cliccare la pubblicità “addetti per assemblaggio meccanico cercasi” bensì fate una ricerca delle aziende per cui vi piacerebbe lavorare, studiatele, capite chi ci sta dietro e la sua filosofia e poi mandate un curriculum aggiornato e una lettera di presentazione in cui esprimete le motivazioni e i desideri di voler lavorare con noi.

Personalmente guardiamo con diffidenza le richieste di lavoro che giungono, senza curriculum, senza lettera di presentazione e magari attraverso delle pubblicità sponsorizzate create per cercare clienti, perché ci danno l’idea di persone che non si pongono domande e lavorano esclusivamente in ottica di quantità.

Spero che questi consigli possano essere utili e buon lavoro a tutti!

 

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Airbus Military ha dato via all’ultima fase di assemblaggio meccanico dei suoi aerei A-400M, a Siviglia.

Dopo aver conseguito e realizzato tutta la parte di assemblaggi meccanici, le linee di produzione continuano verso la fase finale di assemblaggio della carpenteria degli aerei che comprende: l’integrazione delle ali, e della parte alare centrale.

Le parti già assemblate del mezzo dell’aviazione militare francese arrivano da Francia e Germania e in particolare:

  • piano di coda verticale da Stade in Germania;
  • il muso da Saint Nazaire in Francia;
  • il piano di coda orizzontale da Tablada in Spagna;
  • e la fusoliera da Brema in germania.

 

FONTE: http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1138807&pagina_chiamante=index.php

 

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La storia degli assemblaggi meccanici di precisione non precisi si ripete…

Duro colpo per la Toyota che ha informato i media dell’immediato ritiro di 700.000 veicoli prodotti tra il 2005 e il 2009 per il mercato statunitense.

Il primo dubbio è venuto ai proprietari di auto che hanno notato la spia degli airbag rimaneva accesa senza ragione. Si scoprì in seguito che il problema era causato dal cavo dello sterzo della ruota.

I proprietari delle auto quindi, forse potranno avere il servizio di riparazione gratuita, ma ciò costerà non poco alla casa Giapponese impegnata nella produzione e assemblaggi meccanici di numerosi veicoli.

 

FONTE: http://www.dailygossip.org/700-000-toyota-vehicles-recalled-in-u-s-for-mechanical-problems-2698

 

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In Canada operano circa 215 subfornitori di grandi dimensioni, nel settore della meccanica aerospaziale (e relativo quindi all’assemblamento di parti meccaniche, e elettromeccaniche). L’indotto porta lavoro a 47000 dipendenti, e negli ultimi 10 anni il tasso di crescita medio della manodopera è stato pari al 7,9%.

Questa notizia ci rivela nuove possibilità di crescita anche in Europa. Le aziende di meccanica e assemblaggio parti meccaniche hanno quindi un canale a cui in pochi pensano

 

FONTE: http://www.etribuna.com/eportale/tutti-gli-articoli-del-portale/16269-canada-continua-la-crescita-dellaerospaziale-in-quebec-.html

 

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