Alla fiera dello Swisstech, il salone europeo delle subforniture meccaniche conclusosi di recente a Basilea, si sono incontrati i vertici di Cciaa e ConCentro per analizzare le varie possibilità di mercato tra l’Italia e i buyer internazionali. Secondo il presidente della Camera di Commercio, ad oggi le prospettive di crescita nel settore della meccanica di precisione sono molto elevate. La conferma arriva dai buoni rapporti che continuano ad esserci tra alcune aziende leader scandinave e tedesche nel settore metalmeccanico, completamente soddisfatte dalle iniziative proposte dai marchi italiani.

Operare secondo standard qualitativi elevati continua ad essere un valore nell’industria italiana, grazie al quale possiamo realizzare quei marchi d’eccellenza che ci rendono fama e notorietà in tutto il mondo. In questi anni di recessione economica l’Italia sta dimostrando forti segnali di ripresa. Grazie agli interventi di collaborazione internazionale è possibile rispondere alla crisi attraverso segnali concreti. Inoltre, favorire l’aggregazione di altre imprese satelliti del nostro Paese nei settori d’eccellenza, e investire capitale nelle attività di massimo rilievo per l’industria italiana, potrebbe levigare uno dei più discussi fra i problemi nazionali: quello della crescita. Stimolare la crescita vuol dire creare lavoro e valore, soprattutto in un’ottica internazionale dove la qualità dell’industria italiana deve essere giustamente valorizzata.

Le politiche economiche di Austerity varate dal governo attuale non possono impedire che l’industria meccanica faccia dei passi indietro soltanto perché l’investimento di capitali viene inibito dal controllo fiscale che gli investitori debbono sopportare. Le innovazioni devono esserci, altrimenti si rischia di far marcire ingiustamente anni di investimento di ingegneria, materiali e qualità della messa in opera.

Altre interessanti novità provengono dalle aziende d’eccellenza delle quattro e delle due ruote. Le fabbriche della Motorvalley emiliana stanno sperimentando un’insolita ma efficace collaborazione tra il settore automobilistico e quello aerospaziale. L’eccellenza nel settore automobilistico e aerospaziale è una realtà consolidata da anni di ricerca e di sperimentazione nel campo della fisica e dell’ingegneria meccanica, ma soprattutto dalla qualità dei marchi illustri del “Made in Italy”. La Ferrari, ad esempio, è un marchio di lusso, un settore a sé, così come il settore aerospaziale risulta essere un’accertata opportunità di crescita per lo sviluppo industriale. Queste, del resto, sono soltanto due delle tante realtà produttive in cui il nostro paese si è specializzato nel tempo, ma che rinnovano il primato dell’industria italiana nonostante il periodo di crisi.

L’interesse della società imprenditoriale italiana per la nascita e la crescita di nuove tecnologie è molto alto. Le motivazioni di una comunione fra settori differenti sono dettate dalla forte necessità di coesione tra le aziende, perché favorire l’aumento della forza-lavoro vuol dire diminuire gli sforzi e raggiungere in maniera più veloce l’obbiettivo di sconfiggere questa crisi. A quel punto l’Italia avrebbe le carte in regola per porsi in Europa come un modello da seguire.