20150709-Mercato-Macchine-UtensiliIl mercato sale, sale, sale. Sembra impossibile dopo anni di crisi più nera della pece, eppure anche per il mercato delle macchine e degli utensili, tra i più attivi e produttivi in Italia, la concreta realtà di rilancio sta accadendo: una delle eccellenze del nostro Paese è certamente l’unione dei costruttori nella filiera UCIMU ­ SISTEMI PER PRODURRE che annuncia un secondo trimestre record per le nuove richieste di ordini. Da aprile a giugno, l’indice di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di UCIMU, ha registrato un incremento netto del 30% rispetto allo stesso periodo del 2014, allungando così a sette trimestri consecutivi il trend positivo per i costruttori italiani, con la palma di migliore performance nel settore macchinari del mercato interno. L’indice interno recita un ottimo +46,7% rispetto all’anno precedente, mentre le richieste arrivate dall’estero è cresciuto del 26,1%. Evidentemente soddisfatto il presidente UCIMU Luigi Galdabini che afferma tutto il suo impegno per continuare nella ripresa per l’intero settore dei costruttori italiani di utensili e macchina, elogiando tutti quelli che «pur mantenendo sempre fede alla propria tradizionale propensione all’attività di export, hanno saputo sfruttare appieno la ripresa della domanda italiana di sistemi di produzione». Ha poi continuato sottolineando i riscontri positivi di quest’ultima rilevazione, dovuti principalmente alla ripresa del mercato interno grazie alla Nuova Legge Sabatini, già rifinanziata per tutto il 2015 e del bonus macchinari, scaduto il 30 giugno. Proprio questo elemento rimane l’unica punta amara che commenta il presidente Galdabini, «proprio il provvedimento del bonus macchinari ha positivamente influito sull’andamento del primo semestre, producendo un “effetto concentramento” della raccolta ordini. I costruttori speravano in un prolungamento del tempo di consegna almeno fino a fine 2015. Questo purtroppo non è avvenuto». Resta auspicabile per Galdabini che il bonus macchinari da provvedimento congiunturale diventi effettivamente un elemento strutturale, assicurando così alle aziende utilizzatrici di beni strumentali un giusto incentivo per gli investimenti ad elevata tecnologia. «Dobbiamo recuperare il terreno perso con la crisi del 2009 e non possiamo fermarci ora: se EMO Milano 2015, la mostra mondiale di settore in scena a Fieramilano il prossimo ottobre, darà certamente una spinta ai consumi di sistemi di produzione nel nostro paese, va considerato che sono indispensabili misure di politica industriale capaci di assicurare la continuità di questa ripresa»; un Galdabini pronto come tutti gli associati a scommettere sull’immediato futuro con però tutti gli incentivi del caso che vanno necessariamente riattivati se non creati dei nuovi.

Cosa salverà il Veneto? Chi si occupa di economia territoriale non ha dubbi: il digital manufactoring, la manifattura digitale, ovvero l’innovazione e la tecnologia unite all’artigianalità e alla tradizione. Una manifattura tecnologica in grado di costruire prodotti innovativi con la capacità artigianale di chi è flessibile ad ogni esigenza del mercato e alla necessità di ottimizzare i costi. È un connubio che la crisi ha reso necessario.

La dura prova a cui è stata sottoposta la manifattura veneta ha spazzato centinaia di aziende tradizionali, facendo sopravvivere e crescere imprese fondate sul dualismo innovazione-tradizione. E non si tratta solo di innovazione di prodotto – in tutti i campi, da quello “pesante” della meccanica, che in regione costituisce il 40,8% delle imprese dell’industria e occupa il 43,7% degli addetti, a quello più “leggero” della moda –, ma anche di innovazione nella governance aziendale (come l’apertura ai fondi stranieri), nella struttura organizzativa e di processo (come l’adozione del metodo Lean), nell’approccio ai mercati esteri.

Le produzioni innovative non si contano; non hanno sostituito i settori tradizionali, bensì sono un’evoluzione di essi. Ne è un esempio la robotica, naturale trasformazione di aziende meccaniche, che hanno sviluppato nicchie all’avanguardia. Come la Elle Emme di Villafranca Padovana, 40 anni di esperienza nella meccanica di precisione, 30 addetti dell’età media di 30 anni (due assunti negli ultimi mesi) e la previsione di un fatturato di 4 milioni nel 2014 (+15% rispetto al 2013) dopo la crescita del 10% negli ultimi tre anni. L’azienda ha realizzato soluzioni robotizzate, tra gli altri, per la multinazionale americana Applied Robotics Inc. «La vera ricchezza della nostra azienda sono le persone – dice il presidente Luigi Facco –, con la loro capacità di trasferire il know-how in nuovi progetti». C’è anche la vicentina Hibot, società che si sta specializzando nella produzione di automi per ispezioni elettriche e montaggi in grandi impianti. L’azienda è nata grazie ad un quarantenne mantovano che dopo 14 anni passati in Giappone a studiare i robot, ha deciso di investire in Italia.

Il Veneto è all’avanguardia per le stampanti 3D, settore in cui leader è la Dws di Zanè, nel Vicentino, da vent’anni al lavoro con questa tecnologia e oggi corteggiata dalle grandi multinazionali. L’Acc di Mel, in provincia di Belluno, maggior produttore italiano di compressori, uscita dal rischio chiusura dopo l’acquisizione da parte della multinazionale cinese Wanbao, trova il rilancio grazie all’uso di un software di modellazione 3D. Produzioni innovative si trovano in comparti insospettabili: la Texa di Monastier di Treviso, leader mondiale negli strumenti diagnostici, ha realizzato speciali occhiali per la realtà aumentata in grado di connettere l’automobile alla rete e permettere una diagnosi veloce delle problematiche dell’auto (freschi vincitori dell’Automechanika innovation award in Germania). Dei 450 dipendenti di Texa, ben 150 fanno ricerca.

Ancora: i manager di Amazon sono venuti da Seattle per copiare la tecnologia di Pianca, impresa di arredamento di Gaiarine, sempre nel Trevigiano, che ha progettato e realizzato un particolare impianto di imballaggio per la spedizione degli arredi. Abbatte del 95% l’utilizzo delle materie plastiche, attraverso una scansione tridimensionale degli oggetti da imballare e l’introduzione di cuscinetti antiurto.

Grazie agli investimenti in innovazione corrono anche settori tradizionali come l’occhialeria – nel 2013 il valore delle esportazioni è salito a 2,1 miliardi, il 6,3% in più rispetto al 2012, in un distretto che copre circa l’80% della produzione nazionale –, o la concia, che ha visto un 2013 eccezionale, con una crescita dell’export del 10%, a circa due miliardi di euro di valore. E nella moda registrano record di guadagni Bottega Veneta, Moncler, Diadora, Falconeri, il brand di alta gamma da qualche mese di proprietà di Calzedonia. «Per quest’ultimo marchio selezioniamo con estrema cura le materie prime – ha detto Sandro Veronesi, presidente di Calzedonia, gruppo che ha chiuso il 2013 con 1,6 miliardi di fatturato –, mantenendo però un buon rapporto qualità-prezzo. Ora puntiamo ad espanderci maggiormente all’estero. Continuando ad innovare».

In Italia si effettuano circa 100.000 ricerche su Google attinenti al lavoro nel campo della meccanica, assemblaggio meccanico, ingegneria meccanica etc..

Ogni giorno, tutte le aziende che si occupano di recruiting di personale nel campo della meccanica, creano nuovi annunci di lavoro per lo più falsi.

Il marketing invade quindi ogni aspetto della nostra vita non escluso quello dell’assemblaggio meccanico e della meccanica di precisione.

Spesso quindi annunci di lavoro inerenti a tornitori, saldatori, ingegneri meccanici sono creati al solo scopo di collezionare dati, o in altre parole di acquisire i dati delle persone inerenti a questo mondo al fine di rivendere servizi o proporre offerte di lavoro in un momento successivo.

Il mio consiglio per tutti coloro che stanno cercando è quindi quello di essere intraprendenti. Cercate lavoro in maniera attiva senza limitarvi a cliccare la pubblicità “addetti per assemblaggio meccanico cercasi” bensì fate una ricerca delle aziende per cui vi piacerebbe lavorare, studiatele, capite chi ci sta dietro e la sua filosofia e poi mandate un curriculum aggiornato e una lettera di presentazione in cui esprimete le motivazioni e i desideri di voler lavorare con noi.

Personalmente guardiamo con diffidenza le richieste di lavoro che giungono, senza curriculum, senza lettera di presentazione e magari attraverso delle pubblicità sponsorizzate create per cercare clienti, perché ci danno l’idea di persone che non si pongono domande e lavorano esclusivamente in ottica di quantità.

Spero che questi consigli possano essere utili e buon lavoro a tutti!

 

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Airbus Military ha dato via all’ultima fase di assemblaggio meccanico dei suoi aerei A-400M, a Siviglia.

Dopo aver conseguito e realizzato tutta la parte di assemblaggi meccanici, le linee di produzione continuano verso la fase finale di assemblaggio della carpenteria degli aerei che comprende: l’integrazione delle ali, e della parte alare centrale.

Le parti già assemblate del mezzo dell’aviazione militare francese arrivano da Francia e Germania e in particolare:

  • piano di coda verticale da Stade in Germania;
  • il muso da Saint Nazaire in Francia;
  • il piano di coda orizzontale da Tablada in Spagna;
  • e la fusoliera da Brema in germania.

 

FONTE: http://www.avionews.it/index.php?corpo=see_news_home.php&news_id=1138807&pagina_chiamante=index.php

 

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La storia degli assemblaggi meccanici di precisione non precisi si ripete…

Duro colpo per la Toyota che ha informato i media dell’immediato ritiro di 700.000 veicoli prodotti tra il 2005 e il 2009 per il mercato statunitense.

Il primo dubbio è venuto ai proprietari di auto che hanno notato la spia degli airbag rimaneva accesa senza ragione. Si scoprì in seguito che il problema era causato dal cavo dello sterzo della ruota.

I proprietari delle auto quindi, forse potranno avere il servizio di riparazione gratuita, ma ciò costerà non poco alla casa Giapponese impegnata nella produzione e assemblaggi meccanici di numerosi veicoli.

 

FONTE: http://www.dailygossip.org/700-000-toyota-vehicles-recalled-in-u-s-for-mechanical-problems-2698

 

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In Canada operano circa 215 subfornitori di grandi dimensioni, nel settore della meccanica aerospaziale (e relativo quindi all’assemblamento di parti meccaniche, e elettromeccaniche). L’indotto porta lavoro a 47000 dipendenti, e negli ultimi 10 anni il tasso di crescita medio della manodopera è stato pari al 7,9%.

Questa notizia ci rivela nuove possibilità di crescita anche in Europa. Le aziende di meccanica e assemblaggio parti meccaniche hanno quindi un canale a cui in pochi pensano

 

FONTE: http://www.etribuna.com/eportale/tutti-gli-articoli-del-portale/16269-canada-continua-la-crescita-dellaerospaziale-in-quebec-.html

 

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