Dalla meccanica lo sprint del Nord

Negli ultimi 12 anni uno dei fenomeni più positivi che hanno interessato l’economia italiana è stato sicuramente il notevole sviluppo dell’export di macchine e apparecchi per l’industria e per impieghi generali. Un fenomeno che ha spostato pesantemente gli equilibri della specializzazione manifatturiera internazionale del nostro Paese, che oggi non è più soltanto cibo, moda e mobili (prodotti che restano comunque tutti dei nostri grandi punti di forza), ma è diventato anche e soprattutto meccanica, oltre che mezzi di trasporto, gomma-plastica e chimica-farmaceutica.

In questa evoluzione, la cui rilevanza non è stata ancora ben compresa dagli economisti e dagli analisti, le macchine e gli apparecchi hanno giocato un ruolo decisivo. Infatti, l’export totale di questo comparto della meccanica (che in base alla Classificazione standard internazionale del commercio è riconducibile a 4 voci e comprende tutti gli apparecchi e le macchine ad esclusione degli elettrodomestici) tra il 2002 e il 2014 è salito da 50,4 a 81,4 miliardi di euro, con un incremento di ben 31 miliardi. L’export di macchine e apparecchi verso i Paesi Ue nello stesso periodo è cresciuto da 26,9 a 35,1 miliardi, soffrendo un po’ negli ultimi anni per il rallentamento del mercato interno europeo, mentre l’export extra-Ue è praticamente raddoppiato, passando da 23,4 a 46,3 miliardi, a dimostrazione di quanto sia infondato lo stereotipo secondo cui le nostre imprese non sanno spingersi verso mercati lontani. Nel 2014, la bilancia commerciale italiana con l’estero di macchine e apparecchi è stata di ben 55 miliardi di euro, la terza migliore al mondo.

Un momento decisivo ed anche emblematico è stato il 2008, anno in cui l’export extra-Ue di macchine e apparecchi ha superato quello verso i Paesi Ue. Nel 2002 l’export verso la Ue era di 3,5 miliardi più alto di quello verso i Paesi extra-Ue. Nel 2014, invece, nonostante la crisi russo-ucraina e il rallentamento della Cina, l’export di macchine e apparecchi verso i Paesi extra-Ue è stato di 11,2 miliardi superiore a quello verso la Ue.

Nell’export totale di macchine e apparecchi l’Italia è seconda assoluta in Europa dietro la Germania, che nel 2014 ha esportato 182,8 miliardi. Grosso modo, il nostro export misurato in valore è stato lo scorso anno pari al 45% di quello tedesco, ma di oltre 30 miliardi più alto sia di quello inglese sia di quello francese. Il solo Nord Italia, se fosse inserito in una graduatoria dei Paesi Ue, risulterebbe essere il secondo esportatore di macchine e apparecchi d’Europa dopo la Germania, con esportazioni superiori a quelle di Gran Bretagna e Spagna considerate insieme.

Delle 4 categorie statistiche riconducibili alle macchine e agli apparecchi, l’unica in cui l’Italia non è seconda esportatrice della Ue è quella che riguarda le macchine generatrici e i motori, dove è quarta dopo Germania, Regno Unito e Francia. Nelle altre tre categorie il nostro Paese è invece sempre secondo esportatore con larghissimo margine di vantaggio sulle altre nazioni. Nelle macchine e negli apparecchi per la lavorazione dei metalli l’Italia ha esportato nel 2014 5,7 miliardi di euro, circa la metà della Germania ma più di Francia, Regno Unito, Olanda, Spagna e Svezia tutte insieme. Il Nord Italia da solo è il secondo esportatore della Ue di macchine per i metalli con 5,4 miliardi e lo è anche la Lombardia con 2,23 miliardi, che esporta più di intere grandi nazioni europee.

Nelle altre macchine specializzate per particolari industrie (che comprende tutti gli altri tipi di macchine, da quelle agricole a quelle tessili, per le plastiche e la gomma, per la carta, le pelli, il vetro, ecc. con la sola esclusione delle macchine per imballaggio) l’Italia ha esportato nel 2014 22,1 miliardi di euro, anche in questo caso circa la metà della Germania. Ma l’export italiano è stato più alto di quelli di Francia e Regno Unito insieme, con il Nord Italia che è secondo esportatore della Ue con un valore delle vendite di 18,7 miliardi che è doppio sia di quello della Francia sia di quello del Regno Unito e con Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto che, ciascuna singolarmente, esportano più di Svezia o Spagna.

Infine, c’è il grande comparto degli apparecchi e delle macchine per uso generale (che comprende pompe, forni, valvole, rubinetti, ingranaggi, impianti di sollevamento, macchine per imballaggio, ecc.). In questa categoria di prodotti l’export italiano del 2014 ha raggiunto i 41,2 miliardi dietro la Germania con 82 miliardi. L’Italia ha esportato lo scorso anno più di Francia e Spagna insieme, mentre il Nord Italia ha esportato 1 volta e mezza più della Francia e oltre 2 volte il Regno Unito. In questa categoria di apparecchi e macchine l’export della Lombardia è stato superiore a quello dell’Olanda, l’export dell’Emilia-Romagna più alto di quello della Spagna e l’export del Veneto più alto di quello della Danimarca.

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