Record di ordini per macchine utensili

Mai così bene dal 2010. Lo scatto degli ordini di macchine utensili sul mercato italiano realizzato nel quarto trimestre (+18,8%), sigilla un anno di ripresa per il comparto, creando le premesse per ricavi aggiuntivi nei prossimi mesi. «La raccolta ordini si concretizzerà in produzione nei prossimi 6-8 mesi – spiega il presidente di Ucimu-Sistemi per produrre Luigi Galdabini – e questi numeri fanno ben sperare per il prossimo futuro».

Numeri confortanti oltreconfine, con commesse del quarto trimestre in crescita del 19,3%, ma positivi soprattutto sul fronte interno, con ordini nazionali balzati a doppia cifra per la quarta volta consecutiva, portando l’indice trimestrale su livelli che non si vedevano dalla metà del 2008, quello annuale ben 28 punti al di sopra della media dell’anno precedente. Nel complesso, gli ordini 2014 crescono di quasi 15 punti, il top dal 2010. I segnali positivi della domanda nazionale sono estremamente importanti perché vanno a irrobustire i dati confortanti sui ricavi dello scorso anno, che dopo due anni consecutivi in frenata avevano visto infine le consegne interne crescere di oltre il 21%, aggiungendo più di 200 milioni di euro al fatturato dei nostri produttori. Vendite che alla luce delle commesse acquisite alla fine dello scorso anno potranno presumibilmente continuare a lievitare anche nei prossimi mesi. «Il risveglio della domanda italiana di macchine utensili – aggiunge Galdabini – dimostra che l’industria manifatturiera del paese si sta rimettendo in modo: l’auspicio è che questa nuova fase possa trovare conferma anche nel lungo periodo, a beneficio di tutto il nostro sistema paese». Gli investimenti, in effetti, rappresentano forse la voce più penalizzata dalla lunga crisi, elemento che ha portato il governo a rifinanziare la cosiddetta “Sabatini-bis” per consentire alle imprese di ottenere finanziamenti agevolati nell’acquisto di macchinari.

«Il valore della misura – chiarisce Galdabini – è molto più alto rispetto agli oltre 2 miliardi di investimenti finanziati fino a oggi e corrisponde all’iniezione di fiducia portata nel mercato. Per questo l’associazione si è battuta affinché la misura fosse nuovamente compresa nella Legge di Stabilità e accoglie con favore la decisione di consentire che il contributo statale in conto interessi sia riconosciuto anche utilizzando provvista autonoma su finanziamenti concessi dalle banche e dalle società di leasing, senza ricorrere ai fondi messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti».

Misura che tuttavia non è ritenuta sufficiente per incentivare in modo stabile l’ammodernamento dell’assetto produttivo italiano, «tema che non interessa solo i costruttori di macchine utensili ma deve essere posto tra le priorità del paese, la cui industria manifatturiera opera con tecnologie di produzione sempre più datate e meno performanti». Il rilancio della competitività italiana passa per Galdabini attraverso un sistema che incentivi dunque la sostituzione dei macchinari obsoleti, prevedendo ad esempio, misura che Ucimu sollecita da tempo, la liberalizzazione degli ammortamenti dei beni strumentali e la revisione dei coefficienti di calcolo degli stessi, fermi ormai dal 1988.

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