Costruzioni meccaniche e settore metalmeccanico

Nel comparto metalmeccanico produzione in calo del 3,7% ma si attenuano le dinamiche negative

Tra gennaio e settembre i volumi di produzione metalmeccanica in  media si sono ridotti del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2012, ma  le dinamiche negative sono in «significativa attenuazione». La  debolezza della domanda interna e la moderata flessione dell’export  determinano questa situazione, anche se nei prossimi mesi le  esportazioni potrebbero beneficiare del parziale miglioramento  dell’attività produttiva in corso nell’Unione europea.

La congiuntura resta debole Lo evidenzia l’indagine di Federmeccanica presso un campione di  imprese, sottolineando che la congiuntura resta debole, anche se  appaiono superate le dinamiche fortemente recessive che hanno  caratterizzato il settore nel primo trimestre. In particolare tra luglio  e settembre, così come nel trimestre precedente, cresce il grado di  utilizzo degli impianti e migliora il portafoglio ordini, ma le imprese  del montaggio meccanico non prevedono per l’ultimo quarto dell’anno mutamenti di  rilievo del quadro congiunturale, fatta eccezione per un parziale  aumento delle quote di fatturato indirizzate all’export.

La produzione è in calo dello 0,5% Federmeccanica nell’indagine congiunturale mette in luce come la  produzione industriale complessivamente ha registrato nel terzo  trimestre un calo dello 0,9% rispetto al secondo trimestre, mentre  l’attività metalmeccanica si è ridotta dello 0,5% dopo il parziale  recupero del secondo trimestre (+0,7%). A livello settoriale, per la  produzione metalmeccanica nel terzo trimestre rispetto all’analogo  periodo del 2012 la caduta più pesante interessa la metallurgia (-6,5%),  le macchine e gli apparecchi meccanici (-4,3%), gli autoveicoli e i  rimorchi (-1,2%), mentre il confronto tendenziale segnala una crescita  sia per i prodotti in metallo (+3,2%) che per computer, radio Tv  (+2,9%). Siamo ancora lontani dai livelli pre-crisi. Sempre nel terzo  trimestre 2013 la produzione metalmeccanica in Italia resta del 31,4% al  di sotto rispetto al 1° trimestre 2008. Siamo distanti dalla Germania  che è al di sotto del 2,8% rispetto ai livelli pre-crisi, ma anche dalla  Ue che fa registrare in media un -13,8%, la Gran Bretagna -5,9%, la  Francia -21,6%. Peggio dell’Italia troviamo la Spagna che resta al di  sotto del 37,1% rispetto al periodo pre-recessivo.

Export in flessione verso la Ue e gli Usa Anche se tra gennaio e agosto le esportazioni metalmeccaniche sono  mediamente diminuite del 2,3%, nei mesi più recenti c’è stata  un’attenuazione delle tendenze negative. Sui 123,6 miliardi di export,  il calo dei flussi indirizzati all’area comunitaria è stato del 5,3%, ma  questi Paesi incidono per il 51,4% sulle nostre esportazioni  metalmeccaniche: in particolare si è avuta una flessione del 6,3% dei  flussi verso la Germania e del 6% verso la Francia. Questo calo è stato  solo in parte compensato dalle variazioni moderatamente positive delle  quote di fatturato dirette verso i Paesi extra Ue (+ 1,1%), in  particolare dall’incremento del 9,1% dei flussi verso la Cina e del 14,7%  verso la Russia. Probabilmente a causa dell’apprezzamento dell’euro  rispetto al dollaro, si registra una contrazione del 3,6% dell’export  verso gli Usa, dove nel biennio 2011-2012 si erano registrati tassi  annuali di crescita a due cifre. Tra gennaio-agosto 2013 le importazioni  metalmeccaniche sono diminuite del 7,9% mentre l’attivo della bilancia  settoriale, potrebbe superare i 65 miliardi a fine 2013.

 

Più di 214mila lavoratori in Cig A fronte di una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali  nelle imprese con oltre 500 addetti, tra gennaio e settembre il ricorso  alla cassa integrazione guadagni è aumentato del 5,5%, le ore  autorizzate equivalgono a più di 214mila addetti a tempo pieno non  utilizzati nei processi produttivi. Le previsioni occupazionali restano  negative, poiché «l’eccesso di occupazione rispetto ai volumi prodotti e  l’attesa debole evoluzione dell’attività produttiva» inducono le  imprese metalmeccaniche a «prevedere per i prossimi sei mesi un  ridimensionamento degli attuali livelli occupazionali».

……… e poi dicono agli imprenditori di essere più coraggiosi !!!!!

Fonte: http://www.laborandi.net/articolo/vedi/3250

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