LA CRISI DELLA METALMECCANICA

La crisi della Metalmeccanica: -3% nel 2019 e rischio peggioramento nel 2020

I numeri del settore metalmeccanico preoccupano: nel 2019 la produzione ha registrato una flessione media del 3% rispetto all’anno precedente, con cali pesanti per la meccanica strumentale (-2,8%), per i prodotti in metallo (-4,4%) e in particolare per l’automotive, che ha perso circa il 10% della produzione. L’ultimo trimestre, in particolare, è stato caratterizzato da un’ulteriore forte contrazione: i volumi dell’attività produttiva sono infatti calati dell’1,3% rispetto al precedente trimestre e del 4,6% nel confronto con l’analogo periodo dell’anno precedente. Sono i numeri che emergono dall’ultima indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica.

E la situazione, già molto difficile prima dell’emergenza sanitaria del Coronavirus, rischia di diventare drammatica.

“Tornare subito alla normalità” o si rischiano gravi conseguenze nel settore.

“Questa nuova indagine – commenta Alberto Dal Poz, Presidente Federmeccanica – cade in un momento estremamente critico per l’economia italiana. Alla debolezza congiunturale si è sommata un’emergenza inaspettata, che può avere effetti devastanti. Alle conseguenze produttive ed economiche immediate derivanti dal blocco di moltissime attività dirette e indirette per gestire l’emergenza, si aggiunge un grave danno reputazionale per l’Italia e le sue imprese”, sempre state una eccellenza nella metalmeccanica mondiale.

“Alcuni paesi esteri stanno bloccando i flussi di prodotti, cancellano incontri con commerciali o chiedono improbabili certificazioni virus-free solo perché siamo italiani. Per evitare conseguenze irreversibili è indispensabile ritornare subito alla normalità. Al momento è difficile quantificare gli effetti negativi che comunque, inevitabilmente, ci saranno nell’intera economia e in particolare per il settore metalmeccanico”, conclude il Presidente.

Produzione -27,6% rispetto al periodo pre-recessivo

Complessivamente gli attuali livelli produttivi italiani risultano inferiori del 27,6% rispetto al periodo pre-recessivo (primo trimestre 2008): percentuali che spingono l’Italia nella posizione più bassa della classifica rispetto ai principali paesi dell’area UE.

La situazione è ancor più grave se si considerano anche le difficoltà dell’Industria metalmeccanica europea dove la maggiore economia, la Germania, ha ridotto i volumi di produzione metalmeccanica nel quarto trimestre dell’8,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Lo scenario produttivo, tratteggiato da Federmeccanica, è determinato oltre che dall’andamento della domanda interna, anche da una diminuzione delle esportazioni metalmeccaniche. In particolare, nell’ultimo trimestre dell’anno hanno registrato una contrazione pari all’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2018. I cali maggiori si registrano verso la Germania (-2,6%) e la Francia (-1,8%) e tra i pesi extra comunitari verso Cina (-5,2%) e Turchia (-8,6%).

“Le informazioni che derivano dalla nostra indagine, condotta presso le imprese metalmeccaniche prima della diffusione dell’epidemia da Coronavirus – prosegue il Presidente Dal Poz – già non lasciavano prevedere un miglioramento a breve della congiuntura settoriale. Le scorte di materie prime e di prodotti finiti risultavano in eccesso rispetto alle esigenze aziendali, il portafoglio ordini evidenziava un peggioramento così come le attese occupazionali a sei mesi prevedevano un ridimensionamento del numero di occupati. Oggi tutti gli indicatori già preoccupanti rischiano di dover essere rivisti in termini molto peggiorativi“.

Aumento vertiginoso della Cassa Integrazione

Dando infine uno sguardo al fattore lavoro emerge che nel 2019, c’è stata una diminuzione degli occupati nella grande industria dell’1,3% e un incremento vertiginoso del 64,1% delle ore totali autorizzate di cassa integrazione. Quasi l’88% per le ore di cassa integrazione straordinaria.

“Incertezza dilagante e pervasiva”

“Il 2019 è stato per la meccanica un anno difficilissimo e il 2020 può esserlo ancora di più. Il cambiamento che stiamo vivendo è profondo e strutturale: di produzione, di tecnologie, di filiere, di infrastrutture, di competenze e di organizzazione del lavoro. L’incertezza è dilagante e pervasiva”, commenta Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica.

“La congiuntura economica che stiamo vivendo non ci aiuta e le crisi hanno cicli sempre più ravvicinati con esiti imprevedibili, come quella che ora ci troviamo ad affrontare per l’emergenza Coronavirus. Dobbiamo quindi agire sempre e in ogni campo, affinché le imprese possano operare in un contesto sostenibile che permetta loro di essere competitive”, conclude Franchi.

Dobbiamo prendere atto della situazione ed impegnarci tutti, anche in prima persona, prima che sia troppo tardi, se non è già troppo tardi.