Bianchi (Senaf): imprenditori sempre più soddisfatti, oltre 6 su 10 ampiamente appagati dall’andamento aziendale attuale. Fatturati 2015 in crescita per un’azienda su due. Quasi 5 su 10 hanno assunto nuovi addetti. Fiducia per il 2016: fatturati in aumento per oltre la metà degli imprenditori 

Imprenditori della meccanica e della subfornitura sempre più soddisfatti dell’andamento delle loro aziende. È ben il 63,5% a dirsi ampiamente contento delle performance raggiunte, forte di fatturati e livelli occupazionali in crescita, un portfolio ordini adeguato alle esigenze aziendali e una buona liquidità: questo il quadro fotografato dall’Osservatorio Mecspe realizzato da Senaf in occasione di Mecspe, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione (Fiere di Parma, 17-19 marzo 2016), che con 1.200 espositori presenti nei 10 saloni tematici, 14 unità dimostrative, 6 piazze d’eccellenza e 72 momenti di approfondimento sarà l’occasione per trovare soluzioni e processi che ottimizzino la propria produzione e incontrare partner con cui sviluppare concrete occasioni di business.
“Guardando ai risultati dell’Osservatorio, si vede come, negli ultimi due anni, siano sempre più gli imprenditori che, da moderatamente appagati dalle performance delle loro aziende, si dicono invece ampiamente soddisfatti – commenta Emilio Bianchi, Direttore di Senaf – Se il 2013 era stato un anno di grandi soddisfazioni per il 51,3% e il 2014 per il 51,5%, a fine 2015 è ben il 63,5% a dirsi ampiamente contento dei risultati ottenuti: un +12% che non lascia dubbi sul clima di ritrovato ottimismo che anima il comparto e che siamo sicuri di ritrovare a marzo, tra le aziende che parteciperanno a Mecspe”.

L’Osservatorio Mecspe conferma il trend positivo delle passate rilevazioni. Rispetto a quelli registrati nel 2014, i fatturati sono in crescita per il 50,7% delle aziende e stabili per il 36,7%; dal punto di vista dell’occupazione il 47,4% ha assunto nuovo personale mentre il 43,4% non ha avuto variazioni; gli ordinativi sono adeguati alle esigenze finanziarie (69,7%) e la liquidità è buona per ben il 48,4% (+13,4% rispetto allo scorso anno). “I dati emersi dall’Osservatorio Mecspe danno una fotografia dettagliata dell’industria meccanica italiana, partendo dal punto di vista degli imprenditori. Gli indici dimostrano una consistente fiducia, non solo nelle proprie performance, ma anche nell’andamento del mercato. Un’ottima notizia per l’intero Paese.” sottolinea Enrico Gallorini, Partner di GRS Ricerca & Strategia, la società che ha condotto l’indagine.

 

Un clima di ripresa che fa guardare con ottimismo all’anno appena iniziato: oltre la metà degli imprenditori prospetta di chiudere il 2016 con fatturati in crescita (53,2%), mentre il 38,4% di mantenerli stabili; ben il 32,6% prevede di assumere (+17,8% rispetto alle prospettive per il 2015) mentre solo il 3,2% di ridurre il proprio organico. Fiducia anche nel buon andamento del mercato in cui operano, con solo il 7,3% di aziende che, nei prossimi tre anni, teme una flessione.

“Ci troviamo di fronte a un mercato che è tornato a correre e lo fa puntando sui solidi mercati dell’Europa Centro-Occidentale, scelti da quasi 8 aziende su 10, e su quelli in forte espansione dell’Europa dell’Est che attirano oltre un terzo delle nostre imprese, mostrando di non temere i competitor internazionali e investendo in R&D – prosegue Emilio Bianchi – 3 imprenditori su 10 sono disposti a investire oltre l’11% del proprio fatturato per migliorare la propria produzione. Lo scorso anno era solo 1 su 10 a osare tanto”.

 

Investire in R&D porta maggiori successi aziendali in termini di fatturati, ordinativi e soddisfazione: il 48,9% di chi investe in R&D ha visto crescere il proprio fatturato rispetto al 2014; il 71,4% ha un portfolio ordini adeguato e ben il 61,7% si dice ampiamente soddisfatto delle performance della propria azienda.

Sul fronte delle innovazioni che stanno caratterizzando il comparto, c’è la sfida dell’informatizzazione, interconnessione e automazione dei processi produttivi per la trasformazione delle aziende in ‘fabbriche intelligenti’. Una sfida che vede il nostro Paese sulla buona strada per colmare il gap con altri Paesi che hanno intrapreso questa via da più tempo: ben 8 imprenditori su 10 hanno un giudizio positivo sull’Italia. “L’Osservatorio Mecspe rivela che la strada verso un’industria 4.0 è ancora lunga, ma che stiamo andando nella giusta direzione: 2 imprenditori su 10 promuovono a pieni voti il nostro Paese e 6 su 10 giudicano comunque sufficiente il grado d’informatizzazione attuale. Una spinta verso un manifatturiero 4.0 potrà venire dagli stessi imprenditori della meccanica e della subfornitura: se il 46,4% si vede già alla guida di una ‘fabbrica intelligente’, il 43,6% ammette che ci sono ancora molti sforzi da fare. – spiega Emilio Bianchi – Da tre anni, ben prima degli interventi dell’Unione Europea, Mecspe con il progetto Fabbrica Digitale, oltre l’automazione©, mostra alle aziende i vantaggi competitivi di questo modello produttivo e continuerà a farlo. Il nostro obiettivo è quello di offrire al manifatturiero italiano un aiuto concreto in questo percorso che lo porterà verso un paradigma di produzione 4.0”

 

Sintesi
Dati economici – Nel 2015 fatturato in crescita per 5 imprese su 10, occupazione in crescita, liquidità buona e portfolio adeguato. Andamento ampiamente soddisfacente per oltre sei imprese su dieci e certezza sulla crescita del mercato nei prossimi tre anni.

 

L’andamento aziendale attuale risulta complessivamente soddisfacente per le imprese del comparto della meccanica e della subfornitura, con il 63,5% degli imprenditori che parla di performance aziendale molto positiva, il 30,8% che si dice mediamente appagato e solo il 5,7% è contrariato.
Soddisfazione che si può in parte spiegare guardando, in prima battuta, all’andamento del 2015 e alle previsioni per l’anno in corso.

Rispetto al 2014, infatti, il 50,7% delle aziende ha registrato una crescita del proprio fatturato, mentre il 36,7% dichiara stabilità e il 12,6% un calo. Sul fronte occupazione, il numero di addetti è aumentato per il 47,4% mentre si è mantenuto complessivamente stabile per il 43,4%; solo un 9,2% ha dovuto ridurre il personale. Il portfolio ordini è giudicato “adeguato” ai propri livelli di sostenibilità finanziaria dal 69,7% delle imprese, contro un 30,3% per cui è insufficiente. Segnali positivi per quanto riguarda la liquidità che è ritenuta buona per quasi cinque imprenditori su dieci (48,4% vs 35% del 2014) e sufficiente per oltre quattro imprenditori su dieci (44,7% vs 51,6%).

 

Per quanto riguarda le previsioni per il 2016, sul fronte dei fatturati il 53,2% si aspetta una crescita del fatturato, il 38,4% stabilità, mentre solo l’8,4% prospetta un calo; mentre su quello dell’occupazione, se il 64,2% dichiara di voler mantenere stabile il numero di addetti, il 32,6% prospetta incrementi e solo un 3,2% prevede cali.

Non ci sono dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3 anni, solo il 7,3% si aspetta una contrazione del mercato contro un 48,1% apertamente convinto del suo sviluppo e un 44,7% che crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all’andamento attuale.

 

Export
8 aziende su 10 esportano i propri prodotti e servizi. L’Europa Centro-Occidentale principale mercato di sbocco

 

Sul fronte dell’export, 8 aziende su 10 (81,2%) dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile. Il 35,6% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, il 13,9% “dall’11% al 25%”, il 12,9% “dal 26% al 45%”, il 13,4% “dal 46% al 70%” e il 5,4% “oltre il 70%”.

Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (78,7%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (34,8%) e del Nord America (23,2%). Circa il 21,3% esporta in Asia, mentre il Sud America è un mercato per il 17,7%, il Medio Oriente per il 14%, la Russia per il 10,4%, l’Africa Settentrionale per l’8,5%, l’Oceania per il 4,9% e l’Africa Meridionale per il 2,4%.

 
Freni alle imprese – Burocrazia, costo della forza lavoro, aspetti fiscali, concorrenza del mercato e tempi della giustizia preoccupano maggiormente. Accesso al credito continua a preoccupare, ma è complessivamente soddisfacente per oltre 8 aziende su 10.

A ostacolare la normale attività e a preoccupare gli imprenditori al primo posto è indicata la “Burocrazia” (dall’88,5%), seguita dal “Costo della Forza Lavoro” (85,1%), dagli “Aspetti Fiscali” (84,5%), dalla “Concorrenza del mercato” (82,7%) e dai “Tempi della giustizia” (77,2%).

 

Seppur sia un imprenditore su due a indicare come elemento di criticità per l’attività aziendale l’ “Accesso al credito” (52,4%), l’85% delle imprese giudica complessivamente soddisfacente l’attuale rapporto con le banche: per oltre un terzo (38,5% ) l’accesso al credito è in miglioramento.

Non sembrano preoccupare l’ “Evoluzione rapida del settore” indicata come elemento di criticità dal 40% delle imprese e la “Contraffazione e la tutela della proprietà industriale” (36,7%).

 

I dati sulle macchine utensili: età media troppo alta e il 27% ha più di 20 anni

di di Dario Di Vico

Una catena di montaggio (Ansa)
Una catena di montaggio (Ansa)

Anche i robot cominciano ad avere i capelli grigi. Ogni dieci anni l’Ucimu, l’associazione di categoria dei produttori di macchine utensili aderente alla Confindustria, realizza un’importante indagine sull’età media del parco macchine impiegato nelle aziende italiane. E i risultati di quella che sarà presentata oggi (su un campione di 2.500 imprese con oltre 20 addetti) alla Camera dei Deputati a Roma non sono affatto confortanti.

L’età delle macchine

Le macchine hanno in media 12 anni e 8 mesi ed è il responso anagrafico più alto di sempre: dieci anni fa l’età media era di 10 anni e 5 mesi. Cresce anche la quota di macchine utensili con età superiore ai 20 anni: è il 27%. Sono le macchine più tradizionali, quelle per l’asportazione e la deformazione, ad avere la maggiore anzianità di servizio ma persino i robot installati sono invecchiati di 4 anni e mezzo rispetto alla media fatta registrare nella precedente rilevazione. «Queste evidenze mettono a dura prova la competitività del sistema industriale italiano — commenta Luigi Galdabini, presidente Ucimu — che rischia inesorabilmente di arretrare anche perché nel frattempo le industrie dei Paesi emergenti si stanno dotando di sistemi e tecnologie di ultima generazione».

Il livello di automazione

Se è vero, infatti, che in 20 anni la qualità della tecnologia impiegata nelle fabbriche italiane è cambiata in meglio non è avvenuto però a sufficienza: nel 1994 le macchine classificate «di tipo tradizionale» erano il 90% e ora questo coefficiente è sceso al 74% ma la presenza di tecnologie innovative (il restante 26%) è ancora troppo bassa anche a fronte delle eccezionali discontinuità registrate dalla scienza applicata in questi quattro lustri. E infatti il grado di automazione, rilevato dall’incidenza del controllo numerico sul totale, negli ultimi dieci anni è cresciuto di un solo punto percentuale arrivando a un 32% tutt’altro che incoraggiante.

«Dati impressionanti»

Secondo il professor Gian Maria Gros-Pietro, coordinatore scientifico dell’indagine, «i dati sono impressionanti, l’età media del parco macchine non è stata mai così elevata negli ultimi 40 anni. E un invecchiamento di oltre due anni nell’arco di dieci significa che una parte molto consistente del macchinario non è stata rinnovata affatto nel periodo preso in esame». Come si spiega tutto ciò? La risposta di Gros-Pietro è secca: «È il risultato del crollo del processo di investimento. Lo si può dedurre dalle classi di età del parco macchine esistente. Il crollo più consistente si è verificato proprio negli ultimi cinque anni. Il 24,3% delle macchine censite a fine 2014 era stato installato nel quinquennio 2005-2009 ma quelle installate durante il quinquennio successivo pesano solo per il 13,1%». E siccome è proprio la componente «investimenti» a mancare al rilancio del nostro Pil è da qui che bisogna ripartire. E Galdabini ha buon gioco a proporre «l’introduzione di un sistema di incentivi legati alla sostituzione dei macchinari obsoleti con nuove tecnologie d’avanguardia».

operatore cncNel terzo trimestre 2015, l’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu ha registrato un incremento del 16,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Si allunga dunque a otto trimestri consecutivi il trend positivo registrato dall’indice degli ordini il cui risultato è stato determinato dai positivi riscontri raccolti dai costruttori italiani sia sul mercato interno che estero.

In particolare, gli ordini interni sono cresciuti del 5% rispetto al periodo luglio-settembre 2014, mentre è risultato ancora più deciso l’incremento degli ordini esteri, cresciuti del 18,5%.

L’analisi dei dati, condotta attraverso il sistema della media mobile, che rileva l’andamento degli ultimi quattro trimestri permettendo così di smorzare l’effetto di stagionalità determinato dalla differente raccolta di ordini nei diversi trimestri, registra oggi un valore pari a 130,1 (base 2010=100).

Luigi Galdabini, presidente di Ucimu, ha commentato: “Questa ultima rilevazione conferma il periodo favorevole imboccato dall’industria italiana di settore che dimostra di saper cogliere le opportunità offerte dalla ripresa della domanda italiana e estera. La tecnologia esposta suggerisce alle nostre autorità di governo la necessità di sostenere con interventi ad hoc le intenzioni degli utilizzatori italiani che, al pari degli stranieri, sono nuovamente disposti a acquisire nuovi mezzi di produzione – ha continuato Galdabini. In questo senso – accogliamo con grande favore il provvedimento del Superammortamento, che permette l’ammortamento del 140% del valore del bene acquisito. Si tratta di un’ottima risposta alla necessità di sostenere la domanda interna poiché la misura, inserita in Legge di Stabilità, è applicabile a tutti gli acquisti in macchine utensili, e non solo, effettuati tra il 15 ottobre 2015 e il 31 dicembre 2016, anche tramite attività di leasing o secondo le modalità previste dalla Legge Sabatini. L’aggiornamento del parco macchine del nostro paese è infatti indispensabile presupposto per mantenere competitiva la produzione manifatturiera italiana rispetto ai competitors stranieri. Per questa ragione – ha concluso il numero uno di Ucimudovrebbe essere prevista anche una misura che incentivi la sostituzione, volontaria, di macchinari obsoleti, installati in Italia, in modo che i sistemi di produzione possano rispondere alle nuove esigenze di produttività, risparmio energetico e rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro che l’Europa oggi richiede, assicurando giusta competitività al made in Italy”.

Sabatini-bis confermata a tutto il 2016, bonus fiscale per chi investe in macchinari tra i provvedimenti «in pole» nella Legge di Stabilità. Per il settore non è una vittoria completa ma le parole del sottosegretario all’economia Enrico Zanetti rassicurano la platea di imprenditori che lo ascolta alla Emo di Milano, maggiore rassegna mondiale delle macchine utensili. Impianti che finalmente vengono acquistati con volumi crescenti anche in Italia, dopo anni di mercato interno in caduta libera. Risalita quanto mai gradita per un comparto da 400 imprese e 32mila addetti, in grado di offrire un contributo al Pil di oltre sette miliardi di euro. «Il corso favorevole degli eventi – spiega il presidente di Ucimu-Sistemi per produrre Luigi Galdabini – deve ora essere rafforzato da misure aggiuntive, rendendo strutturali gli incentivi previsti dalla Legge Sabatini-bis e prevedendo provvedimenti ad-hoc per incentivare la sostituzione dei macchinari obsoleti.

20151006-Robot

Nei primi 6 mesi del 2015 l’export di macchinari prodotti in Italia è cresciuto dell’8,6% sul 2014. Particolarmente positivi i trend delle esportazioni verso Regno Unito (+142,4% rispetto al 2014), Repubblica Ceca (+83,9%) e Russia (+58,1%). Il mercato più importante per l’Italia resta comunque quello degli Usa, che vale da solo circa 176,4 milioni di euro.

EMO MILANO 2015, PRESENTATA LA NUOVA EDIZIONE È stata presentata stamattina a Roma l’edizione 2015 di EMO MILANO, la fiera mondiale della macchina utensile, robotica e automazione in programma a Fieramilano dal 5 al 10 ottobre 2015, in concomitanza con Expo. Pier Luigi Streparava, commissario generale Emo Milano 2015, ha diffuso alcuni dei numeri legati all’evento: 1.600 espositori, 150.000 visitatori in rappresentanza di oltre 100 paesi e più di 120.000 metri quadrati di superficie espositiva netta. Presenti alla conferenza di presentazione anche Luigi Galdabini, presidente Ucimu­Sistemi Per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione che organizza l’evento, Andrea Meloni, direttore generale per la promozione del sistema paese, ministero Affari Esteri, Roberto Luongo, direttore generale Ice. A concludere Giorgio Squinzi, presidente Confindustria. La fiera è il principale appuntamento espositivo per gli operatori internazionali dell’industria manifatturiera che, il prossimo autunno, convergeranno a Milano da ogni parte del mondo per sei giorni di full immersion tra le novità proposte dai principali player mondiali. Nei padiglioni di fieramilano Rho­Pero sarà allestita la più grande fabbrica mondiale dove saranno esposte macchine utensili, robot, automazione, additive manufacturing, soluzioni meccatroniche e tecnologie ausiliarie. In scena sarà il meglio di un settore che oggi vale 64 miliardi di euro (produzione mondiale) ma che è destinato a crescere in modo deciso già nel prossimo triennio, trainato dalla ripresa del consumo mondiale di sistemi di produzione. Secondo i dati elaborati dall’istituto econometrico internazionale Oxford Economics, infatti, dopo un periodo di generale arretramento, a partire dall’anno in corso il consumo mondiale di macchine utensili tornerà a crescere in modo costante, fino a raggiungere i 71 miliardi nel 2018 (+18% rispetto al 2015). Anche dagli ultimi dati elaborati dal Centro Studi & Cultura di impresa di UcimuSistemi Per Produrre, è emerso che in Italia si torna a investire in macchine utensili, segno che l’industria manifatturiera del Paese ha imboccato la strada della ripresa. Nel 2014, infatti, l’indice degli ordini di macchine utensili raccolti dai costruttori italiani ha registrato un incremento medio, rispetto al 2013, del 14,7%. Il risultato è stato determinato sia dal positivo andamento delle performance sul mercato estero (+10,1%) sia dagli ottimi riscontri del mercato interno (+37,2%)

Siamo i migliori nella Meccanica di precisione

Negli ultimi anni, moltissime aziende sono state costrette a chiudere o a ridursi ai minimi termini per colpa di una crisi che ha colpito non solo il nostro paese ma anche il mondo.

Una piccola parte delle aziende in Italia è riuscita a pensare fuori dagli schemi, trovando innovazione, nuove tecniche di saldatura, nuovi tipi di materiali più leggeri e robusti.

Esistono molte società in Italia che si concentrano a fornire delle competenze e un potenziamento della formazione per l’intero settore dell’industria meccanica.

Grazie alla formazione del personale è possibile affinare il prodotto aumentando la qualità e la durata.

In Italia le aziende che si occupano di meccanica di precisione vantano una lunga tradizione, per questo, nonostante il crollo della domanda interna avvenuto negli ultimi anni, all’estero è stato trovato un grande apprezzamento da parte della Cina.

Una nota azienda Italiana una decina di anni fa ha insediato una trentina di aziende meccaniche a Nanchino, nella provincia cinese dello Jiangsu, oggi sono viste come un modello di successo in tutto il sudest asiatico.

Molte di queste aziende che si sono stanziate in Cina sono specializzate nella meccanica di precisione, un ambito produttivo nel quale le competenze non si improvvisano certo poiché richiedono esperienza, professionalità e costante aggiornamento.

Dopo quasi 16 anni di duro lavoro senza mai arrendersi sotto il peso di una crisi sempre più pesante, Maurizio Gelli, un piccolo artigiano-inventore di Pistoia premiato da Emma Marcegaglia, è stato finalmente ricompensato, grazie alla sua positività e tenacia, da una grande notizia: la sua domanda di brevetto europeo per un veicolo a due ruote, con dispositivo innovativo per il montaggio di sidecar, è stato dichiarato brevettabile dall’ esaminatore dello European Pantent Office. Il brevetto è di una carrozzina speciale, per persone disabili, un vero e proprio side-bike. La speranza è quella di riuscire a vendere in Olanda, perché la vita per le persone disabili è presa molto in considerazione.

Maurizio Gelli nasce in una officina meccanica di precisione, è stato capo officina in diverse aziende e poi ha cominciato a rincorrere i suoi sogni. Ha due brevetti approvati per turbine destinate alle energie rinnovabili, purtroppo senza la forza economica per produrle. La crisi ha pesato molto per Maurizio Gelli, ma non ha nessuna intenzione di arrendersi. Nell’attestato di eccellenza che Emma Marcegaglia ha conferito alla Metalgelli il 24 ottobre di due anni fa, c’è una frase di Eleanor Roosvelt: «Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni».

Gli articoli persi in considerazioni nel nostro sito sono sempre riferiti a nuove notizie su meccanica di precisione, assemblaggi carpenterie e montaggi industriali ma questa settimana abbiamo preso in considerazione un articolo poco recente, che riguarda Positività e Tenacia di un Eroe che nonostante tutte le difficoltà incontrate lungo la strada non ha voluto mollare e tutti noi siamo invitati a seguire il suo esempio.

Fonte: www.lanazione.it/pistoia/cronaca/2013/12/26/1001655-maurizio_gelli_artigiano_inventore_sono_rimasto_solo_arrendo.shtml

Meccanica di Precisione e ingegno italiano: la salvezza viene anche da qui

Ottobre 2013 produzione in crescita anche per il settore della Meccanica di Precisione

Notizie abbastanza positive giungono dal fronte lombardo.  L’attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato in ottobre un ulteriore crescita.

La produzione è aumentata in diversi settori del chimico, gomma, plastica, legno, mobilia, materiali da costruzioni metallurgico e siderurgico, meccanica di precisione e meccanica tradizionale etc.

Sempre in questo periodo il rapporto presentato da Findomestic,  alla ventunesima edizione dell’Osservatorio sui consumi dei beni durevoli a Milano, denuncia il cambio di stile di vita degli italiani, riduzione delle spese per viaggi, vacanze, ristoranti, pizzerie, abbigliamento, svaghi e tempo libero.

Una graduale ripresa si avvertirà però nel 2014 ormai alle porte.

Nella percezione degli intervistati a ostacolare la crescita sono il peso di tasse e fisco, l’eccesso di debito pubblico, le politiche economiche errate.

La ricetta che l’Italia deve seguire?

Sempre secondo gli intervistati il Paese dovrebbe puntare sulle eccellenze del made in Italy che sono ambiente, paesaggio, storia, cultura, arte, ingegno inteso come meccanica di precisione e manifattura ad alto valore aggiunto.

Fonte: http://finanza.it.msn.com/firstonline/findomestic-consumi-ancora-in-calo-nel-2013-il-reddito-minimo-dignitoso-1359-euro-per-i-single

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Economia/599269_industria_la_ripresa__lenta_ma_allorizzonte_c_il_sereno/?refresh_ce&scroll=155

Meccanica di precisione al top nel 2013

Si tratta di un augurio. Un augurio che ci facciamo e che facciamo a tutti voi.

Il 2012 si è chiuso con non pochi danni, facendo sentire la sua basa voce, e intimandoci austerità e oboli ingiusti, mortalità delle imprese, riduzione del prodotto interno lordo, cassa integrazione, contraffazione,  terremoto e molto altro ancora..

Potrà il settore dell’industria meccanica italiana risollevarsi da questa profonda crisi?

In fondo stiamo parlando di un settore che incide per quasi il 40% nell’industria italiana..

(fonte Federmeccanica)

 

Nel corso di quest’anno, abbiamo pubblicato diversi articoli e news che ci hanno mostrato come alcuni imprenditori possano fare la differenza, come il nostro settore abbia più volte chiesto aiuto, e quali possono essere i possibili traguardi per il futuro.

 

Con questo nostro articolo facciamo quindi un excursus di ciò che vi abbiamo detto durante questo intenso anno, al fine di vedere le diapositive di un Italia e di una meccanica di precisione sostanzialmente cambiata.

 

Gennaio 2012 Cambiamenti in tema di incentivi rivolti al fotovoltaico agricolo

Il consiglio dei ministri approva un decreto sulle liberazioni che riguarda il fotovoltaico agricolo.

La misura vieta l’accesso agli incentivi statali per impianti collocati su terreni agricoli al fine  di continuare a sfruttare il terreno per fini agricoli e non per fini di produzione energetica.

Sarà comunque possibile montare gli impianti su impalcature in modo da poter usare il terreno per coltivare e produrre energia

 

Gennaio 2012 Brutti tempi nel fabrianese

Aziende del fabrianese collegate all’indotto della produzione, assemblaggio, riparazione, accessori, ricambi per elettrodomestici, e impiantistica, carpenteria metallica e elettrotecnica  di elettrodomestici sono in profonda crisi.

 

Febbraio 2012 trasferimento delle lavorazioni meccaniche nella nuova sede della Ducati Motor

Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Ducati Motor, ha ribadito in un incontro con le parti sociali e il comune di Bologna, la volontà dell’azienda stabilizzare l’occupazione di circa 100 lavoratori (tra ingegneri e operai) attraverso contratti di lavoro part-time verticali a tempo indeterminato..

 

Marzo 2012 Montaggio meccanico e annunci fasulli

Il marketing invade ogni aspetto della nostra vita, non escluso quello dell’assemblaggio meccanico e della meccanica di precisione. Spesso quindi annunci di lavoro inerenti a tornitori, saldatori, ingegneri meccanici sono creati al solo scopo di collezionare dati, o in altre parole di acquisire i dati delle persone inerenti a questo mondo al fine di rivendere servizi o proporre offerte di lavoro in un momento successivo.

 

Marzo 2012 Montaggio meccanico degli aerei A-400

Un settore che risente meno la crisi. Quello della produzione degli armamenti..

Airbus Military ha dato via all’ultima fase di assemblaggio meccanico dei suoi aerei A-400M, a Siviglia. Dopo aver conseguito e realizzato tutta la parte di assemblaggi meccanici, le linee di produzione continuano verso la fase finale di assemblaggio della carpenteria degli aerei che comprende: l’integrazione delle ali, e della parte alare centrale.

 

Giugno 2012 Terremoto e lavorazione conto terzi

l terremoto in Emilia è stato e continua ad essere uno schiaffo all’economia del bel Paese già in ginocchio a causa di anni di cattiva gestione e mancata competitività internazionale.

Luglio 2012 Meccanica di precisione in calo nel bresciano

Nel secondo trimestre del 2012 attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato una decisa flessione, dopo il modesto incremento evidenziato nei primi 3 mesi, risentendo principalmente della debolezza della domanda interna, del peggioramento del quadro macroeconomico europeo e del rallentamento degli ordini provenienti dal mercato extra europeo.

Luglio 2012 Meccanica di precisione in calo nel bresciano

Nel secondo trimestre del 2012 attività produttiva delle imprese manifatturiere bresciane ha registrato una decisa flessione, dopo il modesto incremento evidenziato nei primi 3 mesi, risentendo principalmente della debolezza della domanda interna, del peggioramento del quadro macroeconomico europeo e del rallentamento degli ordini provenienti dal mercato extra europeo.

Agosto 2012 La contraffazione uccide le nostre aziende

Pramac Swiss gioiello dell’imprenditoria toscana del settore della meccanica di precisione, un’azienda ad alto livello di innovazione che non ha retto al confronto con i prodotti cinesi.

Ottobre 2012 La meccanica di precisione chiede attenzione

Solo dieci giorni fa, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, intervenendo al Salone Nautico di Genova, si è affrettato a ribadire la forte volontà dell’esecutivo di voler sostenere il rilancio di quei settori di cui la meccanica di precisione fa parte:

« C’è massima attenzione da parte mia nei confronti di questo comparto, che ha sempre rappresentato e deve continuare a rappresentare uno dei fiori all’occhiello del made in Italy… »

Novembre 2012 La messa in opera di impianti fotovoltaici

In passato, le scadenze dei generosi incentivi e le difficoltà nell’ottenere le varie autorizzazioni, portavano spesso a puntare tutto sulla rapidità del servizio a scapito della ricerca e dello sviluppo nella fase di progettazione e messa in opera.

Nel nostro paese questo settore oggi è alla ricerca di competitività. In un periodo in cui gli incentivi sono stati dimezzati, affidarsi alle capacità delle nostre figure professionali appare un’ottima via d’uscita.

Dicembre 2012 Fotovoltaico, la nuova frontiera è l’autoconsumo

I benefici maggiori dell’autoconsumo saranno delle aziende e delle industrie che sfrutteranno questa fonte di energia perché l’innovazione industriale, lo sviluppo tecnologico e l’adozione di alcune norme che ne tutelano la sostenibilità ambientale, sono aspetti dinamici della società che ci rendono attori e spettatori  di un radicale cambiamento in atto nelle energie rinnovabili, ed in particolare negli impianti fotovoltaici.

Il valore dell’industria italiana durante la crisi

Alla fiera dello Swisstech, il salone europeo delle subforniture meccaniche conclusosi di recente a Basilea, si sono incontrati i vertici di Cciaa e ConCentro per analizzare le varie possibilità di mercato tra l’Italia e i buyer internazionali. Secondo il presidente della Camera di Commercio, ad oggi le prospettive di crescita nel settore della meccanica di precisione sono molto elevate. La conferma arriva dai buoni rapporti che continuano ad esserci tra alcune aziende leader scandinave e tedesche nel settore metalmeccanico, completamente soddisfatte dalle iniziative proposte dai marchi italiani.

Operare secondo standard qualitativi elevati continua ad essere un valore nell’industria italiana, grazie al quale possiamo realizzare quei marchi d’eccellenza che ci rendono fama e notorietà in tutto il mondo. In questi anni di recessione economica l’Italia sta dimostrando forti segnali di ripresa. Grazie agli interventi di collaborazione internazionale è possibile rispondere alla crisi attraverso segnali concreti. Inoltre, favorire l’aggregazione di altre imprese satelliti del nostro Paese nei settori d’eccellenza, e investire capitale nelle attività di massimo rilievo per l’industria italiana, potrebbe levigare uno dei più discussi fra i problemi nazionali: quello della crescita. Stimolare la crescita vuol dire creare lavoro e valore, soprattutto in un’ottica internazionale dove la qualità dell’industria italiana deve essere giustamente valorizzata.

Le politiche economiche di Austerity varate dal governo attuale non possono impedire che l’industria meccanica faccia dei passi indietro soltanto perché l’investimento di capitali viene inibito dal controllo fiscale che gli investitori debbono sopportare. Le innovazioni devono esserci, altrimenti si rischia di far marcire ingiustamente anni di investimento di ingegneria, materiali e qualità della messa in opera.

Altre interessanti novità provengono dalle aziende d’eccellenza delle quattro e delle due ruote. Le fabbriche della Motorvalley emiliana stanno sperimentando un’insolita ma efficace collaborazione tra il settore automobilistico e quello aerospaziale. L’eccellenza nel settore automobilistico e aerospaziale è una realtà consolidata da anni di ricerca e di sperimentazione nel campo della fisica e dell’ingegneria meccanica, ma soprattutto dalla qualità dei marchi illustri del “Made in Italy”. La Ferrari, ad esempio, è un marchio di lusso, un settore a sé, così come il settore aerospaziale risulta essere un’accertata opportunità di crescita per lo sviluppo industriale. Queste, del resto, sono soltanto due delle tante realtà produttive in cui il nostro paese si è specializzato nel tempo, ma che rinnovano il primato dell’industria italiana nonostante il periodo di crisi.

L’interesse della società imprenditoriale italiana per la nascita e la crescita di nuove tecnologie è molto alto. Le motivazioni di una comunione fra settori differenti sono dettate dalla forte necessità di coesione tra le aziende, perché favorire l’aumento della forza-lavoro vuol dire diminuire gli sforzi e raggiungere in maniera più veloce l’obbiettivo di sconfiggere questa crisi. A quel punto l’Italia avrebbe le carte in regola per porsi in Europa come un modello da seguire.